App ed enogastronomia: l’approccio de La Pecora Nera Editore

Qui sotto vi riportiamo la registrazione integrale dell’intervento che abbiamo fatto sabato 15 settembre 2012 in occasione della manifestazione Salumi Formaggi della Tradizione Italiana svoltasi al Salone delle Fontane all’EUR. Nel corso del seminario sono state spiegate dai rappresentanti di Gubbernet e go2mkt, Enrico Maria Governatori e Andrea Dotti, la filosofia e i ragionamenti che hanno portato alla realizzazione delle app Roma nel Piatto 2012 (per iPhone) e Terrazze Gourmet (per iPad); di quest’ultima è disponibile pure una versione inglese e una per tablet Android. Vi lasciamo all’ascolto.

 

Categorie: Segnalazioni | Tags: , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

A proposito di conflitto di interesse

Per anni il dibattito pubblico è stato monopolizzato dalla questione dei conflitti di interesse dell’ex premier ed ora che sembra aver passato definitivamente la mano, la questione è improvvisamente scomparsa dalle cronache. In realtà quella era solo la punta di un iceberg di un “vizio” che permea la società italiana in ogni ambito.

Non ne è esente nemmeno il settore che ci interessa da vicino, quello enogastronomico. Più volte in questi spazi abbiamo stigmatizzato dei comportamenti a nostro avviso perlomeno inopportuni, come ad esempio le interviste su Repubblica in cui gli chef inseriti nella loro guida dei ristoranti ne tessevano “spontaneamente” le lodi; osservatori attenti potrebbero raccontare altre mille storie comprovanti tale pessima abitudine, dai tour mondiali con i produttori di vino organizzati da coloro che li hanno premiati, ai viaggi pagati da aziende alla stampa specializzata responsabile della recensione dei loro prodotti e via dicendo.

Lo spunto per queste riflessioni è stata una mail ricevuta ieri in quanto iscritto alla mailing list del Gambero Rosso dove si pubblicizzava l’iniziativa “Porta le guide Gambero Rosso a Formia”. L’iniziativa è molto semplice: tutti i lettori che nel mese di marzo presenteranno una loro guida in uno dei ristoranti segnalati, riceveranno uno sconto sul menù degustazione e sull’aperitivo. Rispetto agli esempi sopra riportati, questo sicuramente è un conflitto di interessi di portata minore, ma ho deciso di portarlo alla luce perché gli amici con cui ho avuto occasione di confrontarmi non riuscivano a vedere dove fosse il problema. Da qui la curiosità di sapere quanti di voi pensano che quella del Gambero Rosso sia un’operazione totalmente limpida oppure se il valutare questi locali in modo critico con tanto di voto avrebbe consigliato di non metterla in piedi. Inutile dirvi il mio punto di vista…

Categorie: Considerazioni | Tags: , , , | 4 Commeni

Presentazione guide 2012

Giovedì primo dicembre abbiamo presentato al pubblico e alla stampa le nostre tre pubblicazioni annuali – Roma nel Piatto, Roma per il Goloso e Roma – Il mondo nel piatto – presso il Centro Servizi Tipici e Tradizionali dell’Azienda Romana Mercati, Azienda Speciale della C.C.I.A.A. di Roma. Moderati da Luca Zanini, giornalista del Corriere della Sera, sono intervenuti Alberto Rossetto, nostro portavoce, Vitangelo Tizzano, presidente di ARM, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, e Davide Bordoni, assessore alle Attività produttive, al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma. Nel corso dell’evento, oltre a fare una panoramica sui contenuti delle edizioni cartacee (le potete acquistare qui), sono state presentate le versioni eBook dei tre prodotti, al momento scaricabili solamente dai siti Amazon. Sotto vi riportiamo il video della presentazione suddiviso in tre parti.



Categorie: Segnalazioni | Tags: , , , , , , | Lascia un commento

Quando la guida cartacea diventa aggiornabile: il codice QR

Sono uno dei tanti che vedendo un codice bidimensionale come quello riportato sotto non ci si è soffermato, fino a quando, in occasione dell’ultimo Vinitaly, ho avuto occasione di sfogliare una brochure di un produttore di vino, che ne spiegava le caratteristiche e il possibile impiego nell’etichetta.

Il QR code è un codice a barre bidimensionale nel quale possono essere immagazzinate delle informazioni leggibili anche con un programma installabile nei telefonini di ultima generazione. Questo fatto ne rende praticamente infiniti gli impieghi: lo può ad esempio utilizzare una rivista cartacea per metterci un link che rimanda ad un video su YouTube con il backstage del servizio, oppure un’azienda della filiera alimentare che tramite al QR code in etichetta, rimanda ad un sito dove vengono spiegati nel dettaglio ingredienti e processi produttivi, o ancora in una pagina pubblicitaria in cui l’inserzionista aggiorna le promozioni per quei potenziali acquirenti avendo così dei target ben segmentati. Un articolo molto interessante sul QR code lo ha scritto alcuni mesi fa Filippo Ronco, potete trovarlo qui.

Fatta questa premessa, abbiamo pensato di utilizzare pure noi questo codice per risolvere, almeno in parte, uno dei difetti principali di una guida dei ristoranti cartacea: la non aggiornabilità in corso d’anno. Abbiamo inserito un codice QR in ogni scheda con queste due informazioni: link della corrispondente scheda nel nostro sito internet e coordinate GPS del locale in questione. Un lettore di codici a barre di default legge un’unica stringa di testo nel codice, pertanto da un normale telefonino, inquadrando l’immagine nella guida cartacea, si viene reindirizzati, come detto, alla scheda nel nostro sito. Qui è possibile leggere i commenti degli altri utenti, oltre ai nostri avvisi circa variazioni sostanziali dell’offerta (chiusura, cambio di gestione, cambi in cucina, peggioramento o miglioramento sensibile della proposta, ecc.); si può pure lasciare il proprio commento e così rendere un servizio agli altri utenti.

Per gli utenti dotati di iPhone/iPod Touch con fotocamera, abbiamo inoltre sviluppato un’applicazione – QRisto – attualmente in fase di approvazione all’App Store della Apple che facilita l’operazione suddetta di consultazione della scheda on-line e, in aggiunta, offre degli utili servizi basati sulla geolocalizzazione: mappa su Google Maps con collocato il ristorante, possibilità con un click di calcolare il percorso per raggiungerlo, avatar per una navigazione “a vista” con fotocamera attivata che indica distanza dell’obiettivo e giusta direzione da seguire per raggiungerlo (particolarmente utile quando si passeggia per il dedalo di vie dei centri storici delle città). Sotto trovate delle videate dell’applicazione.

La guida cartacea con i codici sarà in vendita dal prossimo fine settimana: chi non riesce a tollerare l’attesa, può acquistarla in anteprima nel nostro sito.

Categorie: Tendenze | Tags: , , | Lascia un commento

Presentazione guide 2010

In una giornata che definire piovosa è riduttivo (che sia di buon auspicio…), abbiamo presentato alla stampa le nostre guide Roma nel Piatto – ed. 2010 e Roma per il Goloso – ed. 2010; sede dell’evento è stato il Multicenter Mondadori Trevi, vicino alla celebre fontana. L’incontro è stato moderato dal giornalista del Corriere della Sera Luca Zanini ed ha visto la partecipazione di Alberto Rossetto in qualità di nostro portavoce (per mantenere l’anonimato in fase di recensione preferiamo non apparire), del direttore marketing della F.I.P.E. (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Carlo Maria Breschi e dell’Assessore alle Attività Produttive, al Lavoro e al Litorale del Comune di Roma Davide Bordoni.

Sotto trovate i video della presentazione.

Prima parte


Seconda parte


Terza parte


I prodotti sono in vendita al prezzo di 11,90 euro per Roma nel Piatto e di 7,90 euro per Roma per il Goloso nelle edicole e nelle librerie del Lazio, oltre che nel nostro sito internet.

Categorie: Segnalazioni | Tags: , , , , , | Lascia un commento

Venditori Porta a Porta

Sono già diversi i post apparsi in rete sulla puntata di Porta a Porta dedicata, almeno in parte, all’uscita della Guida Michelin 2008. Non mi dilungherò sul carattere nazional-popolare della trasmissione, né sulla deriva qualunquista di quel fine pensatore che risponde al nome di Mario Capanna (sottotitolo: come banalizzare un dibattito serio sugli OGM) e neppure sulla presunta taccagneria di Renato Mannheimer. Che poi Simona Izzo più che di spezie (imbarazzante il pezzo sul cardamomo) fosse esperta di facezie lo avevo sempre sospettato e poco mi interessa se da Trussardi alla Scala sanno o non sanno preparare un piatto per quattro persone con meno di 10 euro. Insomma che siano i Vespa, o meglio che i Vespa siano, a parlare di enogastronomia in modo superficiale, screditando il mondo delle guide e mortificando seri professionisti come i ristoratori presenti, non mi piace, ma non mi sarei aspettato alcunché di diverso.

Mi andava invece di approfondire il discorso sulle guide. E’ evidente che un passaggio su RAI 1 dà notorietà e quindi tutti erano presenti per promuovere il loro prodotto. Galloni, portavoce della Michelin, è stato giustamente attaccato da tutti, Vizzari, Paolini e, soprattutto, Bonilli. Insostenibili le valutazioni della Rossa, soprattutto se rapportate a quelle fatte in altri Paesi (ormai tutti sanno delle 5 tre stelle assegnate in Italia, contro le 9 in Germania e le 8 a Tokio). Ma che la guida translpina non nutrisse simpatie per il Bel Paese era fatto noto. Soffermiamoci invece su un’affermazione di Galloni: “i nostri ispettori vanno in completo anonimato nei ristoranti”. Sagace la replica di Bonilli, che ha affermato di aver mangiato in un ristorante in Alto Adige seduto al tavolo con un ispettore Michelin e che lo chef ne era a conoscenza (alla faccia dell’anonimato!), non senza premettere un rassicurante “Galloni, che è un mio amico”. Certo un episodio non inficia un modus operandi, bisogna solo sperare che sia isolato. Un fatto è certo: per la maggior parte del pubblico, la Rossa è la guida più autorevole e bisogna chiedersi il perché, visto che è così “avara” verso la nostra ristorazione ed è molto stringata nelle descrizioni dei locali. Insomma, appare palese, per lo meno per il sottoscritto, che in termini di prodotto, Gambero Rosso e Espresso sono superiori. Allora perché è considerata la migliore? Essere stata la prima è sicuramente un vantaggio, ma non penso sia tutto qui. Una spiegazione può anche essere che le grandi guide nostrane sono piene di contraddizioni a monte che ne minano la credibilità. Ho visto con i miei occhi un ispettore dell’Espresso mangiare da Antonello Colonna con lo chef sempre al tavolo a spiegare i piatti e interloquire amabilmente con lui, così come è noto che lo stesso Colonna ha pubblicato un libro con il Gambero Rosso. Ricordiamoci poi una cosa: sia il Gambero Rosso che l’Espresso accettano pubblicità di ristoranti e produttori di vino e poi nelle guide danno loro i voti; per non parlare delle cene e degli eventi organizzati insieme… Insomma, attaccare la Michelin è giusto e sacrosanto, ma a volte è importante anche vedere da che pulpito viene la predica…

In ogni caso, alla fine l’impressione che secondo me il telespettatore ha avuto è stata quella di un settore autoreferenziale, dove, come nella vecchia politica, tutti si beccano e poi alla fine brindano insieme…insomma sembravano culo e camicia, pardon, salsiccia!

Categorie: Considerazioni | Tags: , , , , | Lascia un commento

L’apparenza a volte inganna…

Questa è la curiosa esperienza capitata ad un nostro recensore in gita fuori regione. Penso che chiunque avesse letto il monito della foto, non sarebbe andato oltre…

…ma noi siamo curiosi e non ci fermiamo alle apparenze!

Per la cronaca, la curiosità è stata premiata con una bella esperienza a tavola.

Foto: Andrea Angiolino

Categorie: Segnalazioni | Tags: | Lascia un commento

Questo l’ho fatto io!

Alzi la mano chi, tra i numerosi appassionati di vino, non abbia mai desiderato una volta nella vita farsi del buon vino da solo. Certo, non tutti possiedono un terreno, le capacità e i soldi per dar vita a tutto ciò, ma oggi, grazie ad un nuovo progetto di cui vi voglio parlare, anche chi è un semplice estimatore del nettare di Bacco, può creare la propria bottiglia. Il progetto in questione si chiama Lowine e lo ha ideato l’azienda vinicola umbra Palazzone, situata nella bella località di Rocca Ripesena, vicino ad Orvieto. I fratelli Dubini, Giovanni e Lodovico, hanno messo a punto questa simpatica iniziativa dedicata a tutti coloro che vogliono realmente conoscere un vino e tutto ciò di cui è composto, e cioè il terreno, le caratteristiche del vitigno e l’influsso del clima. Aderendo al progetto Lowine, si potranno seguire tutte le fasi di produzione del proprio vino, interagire con l’enologo e fugare qualsiasi dubbio sulle tecniche di produzione. Lo scopo di Lowine è quello di creare un contatto diretto con il consumatore attraverso una filiera corta che consente di ottenere massima qualità con minor costo. L’azienda Palazzone ha individuato una fetta del proprio vigneto da destinare al progetto Lowine e ogni aderente (Lowiner) partecipa acquistando un quantitativo definito (BIN) di vini prodotti. Attraverso un blog, poi, sarà possibile seguire tutte le fasi necessarie alla produzione e alla conservazione del vino, con una raccolta di fotografie e filmati delle stesse e approfondimenti sull’enologia e sulla viticoltura curati dall’enologo e dall’Azienda. Inoltre, verranno organizzati periodicamente degli incontri diretti in azienda affinché si possano “vivere di persona” le fasi principali di tutto il processo produttivo. Infine, ogni Lowiner potrà scegliere se ritirare direttamente il proprio vino sfuso oppure farselo imbottigliare con un confezionamento personalizzato con l’aggiunta di un costo fisso per questo servizio.

Per ogni informazione visitate il sito del progetto, lowine.palazzone.com

Categorie: Vino | Tags: , | Lascia un commento

Estasi culinarie…da leggere

Vi segnalo un altro libro appena finito di leggere, questa volta più attinente al mondo dell’enogastronomia rispetto alle precedenti segnalazioni. Si tratta di Estasi Culinarie della francese Muriel Barbery, autrice del più famoso L’Eleganza del Riccio, edito in Italia dalla Edizioni e/o. Questo romanzo, scritto veramente bene, è incentrato sul personaggio di Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo che in punto di morte ripercorre tutta la sua vita, e con lui le persone che gli sono state vicine. Ne esce un racconto coinvolgente, in cui l’arroganza del critico viene messa a confronto con i tratti caratteristici degli altri personaggi. Fil rouge del romanzo è la ricerca, da parte del critico, di un sapore “per eccellenza” che nulla ha a che vedere con quelli sofisticati consumati nei ristoranti pluristellati. Non voglio rovinarvi la sorpresa; per questo mi limito a segnalare che questo libro fa riflettere su come anche le persone abituate a mangiare in ristoranti top, rimangano legate a sapori, spesso tutt’altro che nobili, fatti propri nell’infanzia e nell’adolescenza.

Categorie: Libri | Tags: , , | 1 Commento

Tre letture per riflettere

Le vacanze sono finite e si ricomincia subito a pieno regime in vista dell’uscita autunnale delle nostre guide annuali Roma nel Piatto e Roma per il Goloso. Prima di iniziare a lavorare su classifiche, distribuzione, promozione e via dicendo, voglio segnalarvi tre libri letti in questo mese a mio avviso imperdibili, soprattutto l’ultimo di cui vi parlerò.

Il primo è Consigli a un giovane ribelle di Christopher Hitchens. Si tratta di una raccolta di 19 lettere immaginarie scritte ad uno studente in cui l’autore espone con chiarezza ed arguzia cosa significhi pensare in modo originale. Il libro si legge in un pomeriggio tanto è coinvolgente; per darvi un’idea dei contenuti vi riporto integralmente un passo dell’ultima pagina. “… Guardati dall’irrazionale, per quanto seduttivo. Sta’ all’erta di fronte al trascendente e a tutti coloro che ti invitano ad assoggettarti o ad annullarti. Diffida della compassione; preferisci la dignità per te e per gli altri. Non aver paura di essere considerato arrogante o egoista. Immaginati tutti gli esperti come dei mammiferi. Non essere mai spettatore dell’ingiustizia o della stupidità. Cerca la discussione e la disputa per il piacere che ti danno; la tomba ti offrirà un sacco di tempo per tacere. Sospetta delle tue stesse ragioni, e di qualsiasi scusa. Non vivere per gli altri più di quanto ti puoi attendere che gli altri vivano per te”.

Il secondo è un libro inchiesta di Curzio Maltese, La questua. L’editorialista de La Repubblica risponde con un’analisi dettagliata e con dovizia di particolari ad una domanda molto semplice: quanto costa la Chiesa agli italiani? L’inchiesta ha una forza particolare perché parte da un presupposto molto chiaro: La questua non è un libro anticlericale, non entra mai nel merito di scelte di fede che non possono che essere personali e per definizione insindacabili. Ogni capitolo affronta senza preconcetti i diversi modi in cui lo Stato italiano finanzia la Chiesa, spiegando, numeri alla mano, a quanto ammonta ad esempio l’8 x mille, come si calcola e come viene speso, oppure entrando nel merito dell’ora di religione o dell’esenzione dell’ICI sulle proprietà cattoliche. A prescindere da quella che è la vostra posizione verso la religione, vi consiglio caldamente questa lettura che, come detto, non vi offenderà se credenti, ma vi fornirà delle informazioni che inspiegabilmente vengono nascoste dai media (sapevate, ad esempio, che se la cosiddetta casta dei politici costa allo Stato, e quindi a noi contribuenti, 4 miliardi di euro all’anno, secondo l’autore la Chiesa costa almeno 4 miliardi e mezzo di euro?!?).

Se queste due sono letture caldamente consigliate, quellla di cui vi parlerò ora è a mio avviso veramente imperdibile! Si tratta di Meritocrazia di Roger Abravanel. Per chi non lo conoscesse, l’autore è un nome noto nel mondo del business: ha lavorato per 34 anni alla McKinsey, primaria società di consulenza all’alta direzione, ed ora, oltre ad essere in diversi consigli di amministrazione, è autore di saggi di successo, quali Le sfide della crescita delle imprese famigliari italiane e Scelte coraggiose per sviluppare un’economia di servizi. Perché mi ha entusiasmato questo libro? Presto detto. Esistono molte analisi sull’assenza di meritocrazia nella società italiana, ma questa, oltre ad essere estremamente lucida, non si limita a prendere atto e fotografare lo status quo, ma si spinge oltre, formulando 4 proposte concrete per cercare di rendere il nostro Paese più meritocratico e quindi, insieme più ricco e più giusto. L’approccio è “da consulente”, quindi tanti numeri (mai superflui) e continui confronti con quello che di caso in caso dovrebbe essere il benchmark di riferimento. Ne viene fuori una foto impietosa dell’Italia, un Paese a bassa mobilità sociale (significa, in poche parole, che è molto improbabile che una persona possa cambiare classe di appartenenza, sia in salita che in discesa) e allo stesso tempo con un’alta ineguaglianza (nel senso che è molto alto il rapporto tra il reddito del 10% più ricco e il 10% più povero della popolazione). Nonostante ciò, l’autore nutre una fondata speranza, che (non potendo fare altro…) condivido, che i tempi per un cambiamento possano essere maturi e individua la strada da seguire, indicando quattro priorità: iniezione di merito nella pubblica amministrazione, creazione di eccellenza nel sistema scolastico, istituzione di un’authority per sbloccare l’economia e un’azione positiva per realizzare, di fatto, la parità uomo-donna nel mondo del lavoro. Dette così sembrano ovvietà, chi può non concordare? Ma Abravanel indica nei dettagli i meccanismi per attuare questi cambiamenti e per questo è credibile. E’ naturale che il presupposto per l’attuabilità di questa rivoluzione epocale, sia un cambiamento nella mentalità degli italiani, ma anche in questo l’autore è ottimista, adducendo una motivazione arguta e, a mio avviso, verissima, che qui vi riporto integralmente: “… Gli italiani potrebbero reagire in maniera soprendente. Tutti i sondaggi li descrivono allo stremo e al limite della pazienza. Le denunce contro il “mal di merito” fioccano ogni giorno e ne soffre pesantemente l’orgoglio, visto che gli italiani ritengono di avere una cultura superiore a quella di altri Paesi, ma vengono poi dipinti ogni giorno come “tristi”, “vecchi”, “immobili”, il che è nella cultura italiana, molto peggio di “disordinati-un po’ inaffidabili-ma creativi”, che è come sono stati definiti negli ultimi anni e cosa che, fondamentalmente, non dispiaceva eccessivamente … L’orgoglio ferito degli italiani di fronte alle descrizioni che il mondo inizia a fare di loro … può renderci un po’ ottimisti, perché oggi sembra finalmente che un gran numero di italiani sia pronto a raccogliere la bandiera del merito”.

Categorie: Libri | Tags: , , , , , | Lascia un commento